Lavinia Sartori e Giulio Franceschini
05 apr 2016

RI-LEGNO è la prima impresa in Italia ad avere come mission la manutenzione delle strutture lignee. L’azienda è specializzata nell’ispezione, il monitoraggio, la manutenzione e il risanamento delle strutture e delle costruzioni in legno esposte direttamente agli agenti atmosferici – come ponti, passerelle pedonali, tribune, silos per il deposito di materiali o a condizioni termoigrometriche particolari, come piscine, depuratori e palazzetti del ghiaccio.

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RI-LEGNO è una start-up nata dall’incubatore Progetto Manifattura, come vi è venuta l’idea di intraprendere questa attività nel settore del legno?
(GF) L’idea ce l’avevamo entrambi già da tempo. Lavinia poi si è trovata in una situazione di quasi precariato e, tra un contratto e l’altro, ha deciso per prima di buttarsi in questo progetto. Progetto Manifattura di Rovereto ci è sembrato un ottimo trampolino da cui partire e quindi Lavinia, in primis, ha iniziato a fare tutta una serie di verifiche per accertarsi che il nostro progetto e le nostre idee potessero avere un riscontro sul mercato.
Siamo entrambi ingegneri civili e siamo specializzati nel settore del legno. Lavinia già all’università aveva discusso la tesi sulle strutture in legno e io ho operato per anni in Alto Adige in aziende che lavoravano il legno strutturale.
Ci siamo, quindi, resi conto che esisteva una piccola nicchia di mercato che nessuno voleva o riusciva a occupare. Abbiamo voluto colmare questa lacuna perché è davvero un peccato vedere che spesso i manufatti in legno vengono rifatti o sostituiti con altri materiali, noi cerchiamo di evitare che ciò accada e proponiamo di ridare vita al legno originario.

RI-LEGNO opera nel settore del legno da solo due anni, cosa potete raccontare della vostra esperienza ?
(LS-GF) Ora sono due anni anagrafici, anche se poi di fatto l’attività vera e propria è iniziata un po’ dopo. Il 2014 è stato un anno interlocutorio. Il 2015 invece è stato un anno impegnativo che ci ha visti attivi in numerosi cantieri.
Abbiamo fatto diversi lavori interessanti: la riabilitazione di una palestra scolastica a Baselga di Piné, la sistemazione del palazzetto di via Ghiaie a Trento, la ristrutturazione dello scivolo in legno della piscina di Trento Nord, la ristrutturazione di un hotel a Molveno e numerosi incarichi di diagnostica strutturale, su tutto il territorio nazionale.

A quali mercati e a quale tipo di clientela vi rivolgete?
(LS) I nostri lavori sono rivolti sia al settore pubblico sia a quello privato. Si tratta di un nuovo servizio che prima sul mercato non c’era e che è ancora poco conosciuto, pertanto ci aiuta molto il passaparola ed è importante far conoscere, in particolare alle amministrazioni pubbliche, che è possibile sanare le costruzioni anziché spendere di più per rifarle totalmente. Devo dire che un grosso aiuto lo abbiamo avuto da Progetto Manifattura che ci ha supportato e ci supporta nella comunicazione della nostra attività.

Quali problemi avete riscontrato nel settore in cui operate?
(LS-GF) Sono principalmente problemi “culturali”.
Troviamo numerosi professionisti e amministrazioni che spesso credono che le strutture in legno dopo dieci anni siano da rifare o da sostituire con altri materiali. Dobbiamo continuamente spiegare che ci sono altre alternative, che c’è la possibilità di fare manutenzione, di riparare, di realizzare una migliore progettazione che permetta di allungare la vita al legno. Quindi la nostra attività non è solo quella di prestare un servizio di risanamento ma anche di creare una “cultura” di restauro e di recupero del legno attraverso una maggiore sensibilizzazione in questo senso.

RI-LEGNO ha di recente deciso di effettuare anche un’attività di verifica dei parchi gioco. In cosa consiste esattamente?
(LS-GF) Attualmente la normativa UNI EN 1176 dei parchi non è cogente ma è di natura tecnica e prevede, tra i molti adempimenti a carico del gestore, anche un’ispezione annuale. Considerato che in Trentino la maggior parte dei parchi gioco sono in legno e che la tipologia di verifica è simile a quella che già facciamo, noi possiamo anche offrire un esame strutturale sull’attrezzatura, utilizzando la nostra strumentazione, dando così un servizio più completo e tecnico.
Questa è una delle tante idee che abbiamo avuto. In riserbo abbiamo anche altri progetti, che stiamo affinando e che proporremo nei prossimi mesi a completamento della nostra attività.

Come siete attualmente organizzati?
(LS-GF) La parte prettamente ingegneristica viene seguita da entrambi con l’aiuto di un collaboratore fisso e di operatori saltuari. La parte più pratica viene svolta attualmente da alcune squadre di artigiani che sono stati selezionati e formati con specifico riferimento alla nostra attività, cercando di affinare le loro competenze. Quello che a noi serve è una figura che sta a metà strada tra un falegname e un carpentiere, la nostra è un’attività cantieristica ma chi lavora deve anche acquisire un livello di precisione elevato, tipico di un falegname. Al momento queste squadre sono esterne, in attesa di poter avere in futuro la possibilità di assumere del personale tecnico al nostro interno e di avere maggiori spazi produttivi.

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