Asta pubblica
di abeti di risonanza e di altro legname di pregio
nella foresta demaniale di Paneveggio
Venerdì 8 marzo 2024, dalle ore 8.00 alle 17.00 e
sabato 9 marzo 2024, dalle ore 8.00 alle 12.00
presso la Stazione forestale di Paneveggio

La maggior parte del territorio Trentino è coperto da boschi ed il legno è una delle risorse naturali più abbondanti. Tra le varie essenze ve ne sono alcune di molto pregiate e tra queste spicca in particolare l’abete rosso di Paneveggio, famoso per il legno di risonanza. Purtroppo il bostrico (Ips typographus) sta intaccando anche la mirabile “foresta dei violini”, imponendo tagli sulle piante infette che vanno incontro a rapido deperimento. Nelle foreste demaniali della Provincia Autonoma di Trento, nelle situazioni di maggior pregio, questi interventi di utilizzazione boschiva, possono realizzarsi nell’immediato con il proprio personale, riuscendo a valorizzare i toppi (parti di tronco) migliori che vengono allestiti prima che i patogeni ne compromettano la qualità. Migliaia di metri cubi di legname sono stati tagliati durante la scorsa stagione, ma solo un centinaio possono vantare caratteristiche di pregio; questi tronchi, saranno oggetto dell'asta nella splendida cornice della foresta di Paneveggio. Informazioni di dettaglio su www.legnotrentino.it e su www.forestedemaniali.provincia.tn.it.
Scadenza. lunedì 11 marzo 2024, alle ore 11,00
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PORTALEDELLEGNO 14 vendite di legname in scadenza

Pino nero

Il pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785) è un albero della famiglia delle Pinacee presente esclusivamente nelle regioni montuose mediterranee. Il suo areale è estremamente frammentato in quanto si tratta di una specie relitta pioniera.

Portamento conico-espanso ma variabile, chioma densa. Può raggiungere i 20-30 m ma ci sono esemplari di oltre 50 m.. Corteccia da rosso-marrone a grigia, con ampie fessure. Negli esemplari adulti la corteccia si presenta suddivisa in ampie placche grigie con la parte tra una placca e l'altra di colore nero. Foglie aghiformi, lunghe 8-20 cm, riunite in mazzetti di due, di colore verde scuro (Wikipedia).

Quando si parla del pino nero in Trentino e della sua attuale diffusione non si può ignorare il fatto che la sua presenza e da ricondurre esclusivamente all’azione dell’uomo. Ad ondate successive, a partire dal 1885 e fino al secondo dopoguerra, la sua introduzione, con motivazioni e significati diversi, ha condotto localmente tale specie a costituire un elemento caratterizzante il paesaggio forestale trentino.