Tullio Polo
07 giu 2013
Tullio Polo Contitolare assieme ai fratelli della Serramenti Polo di Polo Guido & Figli snc con sede Ziano di Fiemme

contitolare assieme ai fratelli della Serramenti Polo di Polo Guido & Figli snc con sede Ziano di Fiemme

La Serramenti Polo con sede a Ziano di Fiemme, nasce da una lunga tradizione familiare  producendo serramenti esterni di alta qualità certificati CE e Pefc. E’ stata la prima azienda in Italia del settore serramentistico a certificarsi Pefc.

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Mi parli un po’ della sua azienda che gestisce assieme ai fratelli?

La nostra famiglia ha una lunga dinastia di artigiani. Dal 1400 eravamo fabbri, poi mio nonno stanco del ferro si specializzò nel settore del legno e quindi poi mio padre,  e poi noi figli  abbiamo continuato la tradizione.

Come mai avete deciso di produrre esclusivamente finestre e ante oscuranti anziché seguire la tradizione della falegnameria ?

Noi figli abbiamo iniziato la nostra attività sul finire degli anni ’70, prima avevamo una falegnameria che faceva un po’ di tutto, dai mobili,  alle porte ai serramenti …. Ma poi dall’89, vista anche l’esplosione delle seconde case nella nostra valle, abbiamo deciso di specializzarci in serramenti (finestre e ante ad oscuro). Personalmente avrei voluto che la nostra produzione si ingrandisse, ma saggiamente i miei fratelli hanno deciso di mantenere la lavorazione a carattere familiare e artigianale. Ora devo ammettere che con la crisi che abbiamo questa soluzione è stata la migliore. Il fatto di non essere una grande impresa e di aver puntato sulla qualità, piuttosto che sulla quantità, ci ha difeso.  Siamo una ditta che possiede macchinari a controllo numerico di ultima generazione che ci permettono grande flessibilità nelle lavorazioni, riuscendo ad  effettuare anche le lavorazioni più particolari. Ciò non vuol dire che non stiamo risentendo della crisi anche noi, ma il fatto di aver puntato sulla qualità ci sta aiutando, perché questa è una caratteristica che ci contraddistingue da altri serramentisti e ciò ci viene riconosciuto dai clienti.

Voi siete stati tra i primi serramentisti ad avere la certificazione per la catena di custodia, mi può parlare di questa esperienza?

Siamo stati la prima azienda di serramentisti in Italia che ha avuto la certificazione Pefc  per la catena di custodia. Siamo stati contenti di riuscire ad avere questa certificazione anche perché possiamo assicurare ai clienti un’ulteriore assicurazione di buona qualità dei nostri manufatti. Il legno che acquistiamo, lamellare  in abete o in larice e pannelli, viene acquistato da aziende della nostra valle che come noi fanno parte della catena di custodia assicurando che si tratta di legname proveniente da foreste sostenibili.
C’è però da dire che il fatto di avere questa certificazione non ha portato grandi vantaggi. Il cliente privato è contento se abbiamo anche questa attestazione, ma non è disposto a pagare di più il nostro prodotto.
Tantomeno gli enti pubblici che non prevedono mai questo requisito nei loro bandi di gara, anzi dirò di più, in recenti appalti di enti pubblici della nostra comunità di valle a cui abbiamo partecipato sono state  invitate solo un paio di ditte trentine, mentre le altre provenivano tutte dall’Alto Adige.

Dal 3 marzo è entrato in vigore  in vigore il Regolamento Eu 995/2010, definito EU Timber Regulation, per proibire l’immissione nel mercato comunitario di legname e prodotti a base di legno di origine illegale, come sta affrontando la vostra azienda quest’ulteriore carico amministrativo?

Sì so che per tutte le aziende ci sarà questo obbligo. Non ne so ancora molto, ma non mi preoccupo considerato che acquistando legname  Pefc  abbiamo comunque già tutto tracciato.

Lei è anche Presidente del Consorzio Fiemme e Fassa Artigiani (Coffart), mi può spiegare cosa fa questo consorzio?

Questo consorzio è composto da cinque aziende artigiane che si occupano di vari settori: serramenti, porte, ferro, elettronica. Lo scopo della costituzione di questo consorzio è stato quello di partecipare alle fiere tutti assieme in modo da poter proporre un prodotto unico, infatti la logica del Consorzio sarebbe quella di poter  arrivare, se troviamo anche una carpenteria, a costruire case in legno chiavi in mano.

 

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